Esiste un posto per ognuno di noi, non importa se reale od immaginario, dove approdiamo quando abbiamo bisogno di isolarci dal quotidiano; un posto che è rifugio sicuro per tutte le emozioni, per i pensieri, per i sogni dentro e fuori dal cassetto.
Da sempre esiste un angolo nella mia mente che fino a poco tempo fa chiamavo "giardino delle meraviglie" dove liberavo i sogni per lasciarli scorrazzare senza la costrizione di briglie, gioghi o recinti; lì mi sono rifugiata molte volte quando il peso della quotidianità si avvicinava all’insopportabile, lì ho trovato le ragioni per sorridere di nuovo e per voler ancora cercare nuove emozioni da vivere.
Ultimamente il mio immaginario e salvifico giardino ha cambiato contorni ed è diventato la mia Isola Felice; chi mi ha letta in precedenza già sa del mio speciale rapporto con il mare… ho pensato che un giardino poco concedesse a questa mia totale e carnale passione ed ho idealmente sostituito le buganvillee alle azalee, i pini marittimi agli abeti e gli ulivi ai castagni. Sempre uguale il colore del cielo, diverso il panorama all’ orizzonte; là dove c’erano morbide e verdi colline, interrotte da cime più ardite capaci di innevarsi d’inverno, ora c’è l’orizzonte lineare ed infinito del mare, inframmezzato solo dal lento sfilare di qualche vela o dalla sagoma degli uccelli sospinti da invisibili e calde correnti ascensionali.
Anche i suoni della mia Isola sono diversi, i gridi delle aquile sono stati sostituiti da quelli dei gabbiani che espandono i loro richiami e pianti d’amore, il guaiolare delle volpi ha lasciato spazio al raro e struggente canto delle balene (embè, che male c’è? al largo della mia Isola ogni tanto le balene ci sono…).
Con la pioggia dei momenti tristi e della nostalgia la mia Isola si tinge di grigio ma se osservo l'orizzonte e spingo lo sguardo là dove la realtà della grezza terra finisce, ancora il rosa, l'azzurro ed il verde di un’aurora serena ed il rosso sfacciato di un tramonto sono lì a chiedere e dare nuovi sorrisi.
Così la mia Isola esiste e mi ha regalato ed ancora regalerà emozioni profonde.
Da sempre esiste un angolo nella mia mente che fino a poco tempo fa chiamavo "giardino delle meraviglie" dove liberavo i sogni per lasciarli scorrazzare senza la costrizione di briglie, gioghi o recinti; lì mi sono rifugiata molte volte quando il peso della quotidianità si avvicinava all’insopportabile, lì ho trovato le ragioni per sorridere di nuovo e per voler ancora cercare nuove emozioni da vivere.
Ultimamente il mio immaginario e salvifico giardino ha cambiato contorni ed è diventato la mia Isola Felice; chi mi ha letta in precedenza già sa del mio speciale rapporto con il mare… ho pensato che un giardino poco concedesse a questa mia totale e carnale passione ed ho idealmente sostituito le buganvillee alle azalee, i pini marittimi agli abeti e gli ulivi ai castagni. Sempre uguale il colore del cielo, diverso il panorama all’ orizzonte; là dove c’erano morbide e verdi colline, interrotte da cime più ardite capaci di innevarsi d’inverno, ora c’è l’orizzonte lineare ed infinito del mare, inframmezzato solo dal lento sfilare di qualche vela o dalla sagoma degli uccelli sospinti da invisibili e calde correnti ascensionali.
Anche i suoni della mia Isola sono diversi, i gridi delle aquile sono stati sostituiti da quelli dei gabbiani che espandono i loro richiami e pianti d’amore, il guaiolare delle volpi ha lasciato spazio al raro e struggente canto delle balene (embè, che male c’è? al largo della mia Isola ogni tanto le balene ci sono…).
Con la pioggia dei momenti tristi e della nostalgia la mia Isola si tinge di grigio ma se osservo l'orizzonte e spingo lo sguardo là dove la realtà della grezza terra finisce, ancora il rosa, l'azzurro ed il verde di un’aurora serena ed il rosso sfacciato di un tramonto sono lì a chiedere e dare nuovi sorrisi.
Così la mia Isola esiste e mi ha regalato ed ancora regalerà emozioni profonde.
Se il più bello dei miei sogni si avvererà, un giorno avrò un posto su di un’isola vera e tu, che sull’ Isola Felice ora mi tieni per mano, sarai con me.
Laura

